Talamini sr. Alice (Angela)

Congregazione missionaria Figlie di San Giuseppe

Nata a Vodo di Cadore il 04.08.1929

 

Missionaria in Brasile dal 1988. Nei primi anni si è dedicata allo studio biblico con il Centro Comunitario “Ir. Rosina” e si è impegnata nella “Pastoral da Criança” nella favela Tamarutaca, che appartiene alla Parrocchia, in attività di formazione iniziale e continua. In seguito a limitazioni fisiche proprie dell’età, ha dovuto ridurre le attività esterne e si dedica più ad attività interne: segreteria provinciale, traduzioni, formazione e spiritualità. Partecipa alla vita parrocchiale e dà sostegno alle Consorelle che si dedicano al “Ministério da caridade”, distribuendo alimento e vestiario (bazar di indumenti usati e seminuovi) e altri soccorsi emergenziali a circa 130 famiglie carenti.

 

Vodo di Cadore, 24 Giugno 2001

La “Pastoral da Criança”..

«Con altre mie consorelle e volontarie laiche, io mi dedico alla Pastoral da Criança. L’attività consiste nell’attenzione ai bambini da 0 a 6 anni, attraverso il controllo mensile del peso, per verificare se la crescita è normale o se c’è qualche scompenso dovuto a denutrizione, a malattia, o mancanza di cure igieniche o affettive. Quando scopriamo queste carenze, interveniamo o con l’alimentazione alternativa della “multi mistura” (farina arricchita di sostanze nutrienti naturali), o con consigli e istruzioni alla mamma, perché accedano alle opportune vaccinazioni e cure mediche. Per i bambini svolgiamo attività psicomotoria, e insegniamo gli esercizi alle mamme perché li aiutino a svilupparsi armonicamente. Con l’aiuto di volontarie (infermiere, ostetriche, assistenti sociali), diamo appoggio alle gestanti perché possano condurre a buon termine la gravidanza e la salute loro e del nascituro sia soddisfacente.»

 

Santo André, 28 febbraio 2006

Il carisma educativo delle suore..

«Prima di partire per il Brasile ero insegnante e preside di una scuola in Vittorio Veneto (TV). Avevo sempre desiderato la missione e mi interessavo ai problemi dell’America latina. L’ambiente in cui vivo ora è quello tipico delle grandi città del Brasile dove, accanto ad un certo benessere dovuto allo sviluppo industriale e al progresso tecnologico, esiste una grande povertà, che si manifesta  nella precarietà abitazionale (favelas, cortiços, rifugi di “fortuna” nei container, sotto i ponti, sotto i viadotti), nella fame, nella mancanza di salute e di educazione, nella disoccupazione, nella prostituzione, nel traffico di droga, nella violenza di ogni tipo. Santo André è una città del cosiddetto Grande ABCD, miraggio di migrazioni di massa dal Nordest del Brasile, ma mancano le infrastrutture essenziali e adeguate ad accogliere  le migliaia di immigrati e risolvere i loro problemi esistenziali e sociali. La Congregazione delle Figlie di san Giuseppe ha piantato la prima tenda in terra brasiliana nel 1927, in Santa Rita do Passa Quatro, diocesi di Ribeirão Preto (SP), per dedicarsi all’educazione delle bambine, specialmente orfane o abbandonate. Le suore si dedicarono subito alla catechesi nelle parrocchie e nelle “fazendas”, all’istruzione elementare e media e all’addestramento artigianale delle bambine. Tale opera continua anche oggi, allargata all’accoglienza di bambini e adolescenti in sistema di semi-internato, con varie attività volte alla loro formazione integrale.

            In pochi anni furono aperte altre case in São Paulo, Ribeirão Pires, Porto Feliz, Salto e São Leopoldo in Rio Grande do Sul. Conforme al carisma educativo proprio, le suore aprirono scuole primarie e istituzioni assistenziali in favore dell’infanzia. In tempi più recenti sorsero opere inserite in ambienti popolari, per raccogliere “meninos e meninas de rua”: “Casa comunitária Sagrada Família” nella zona Leste di São Paulo, “Centro educacional Madre Paula”, Jardim Marilia, periferia di Salto, con l’intuito di dar loro educazione integrale. Le suore, con l’aiuto di personale assunto dall’Istituto e volontario, curano, specialmente, il rinforzo scolastico, per evitare che i bambini abbandonino la scuola con il conseguente perpetuarsi dell’analfabetismo giovanile; promuovono attività atte a sviluppare abilità manuali, motorie e artistiche, come: artigianato, ginnastica tipica = “capoeira”, danza, canto corale ecc. L´“Assistência São José”, é sorta nella cittá di Ribeirão Pires, per mamme in difficoltá familiari, sociali, economiche.»

            «L’Istituto è riconosciuto, qui in Brasile, come Ente Beneficente e di Assistenza Sociale per le sue attività di carattere educativo-assistenziale; questo riconoscimento esonera da alcune tasse, il cui equivalente va integralmente applicato nel servizio socio-assistenziale: strutture e personale. Le suore partecipano nelle parrocchie, alla pastorale catechetica, vocazionale, liturgica, “da Criança”, fra le altre, privilegiando la formazione di catechisti e accompagnando gruppi giovanili. Due comunità nello stato di Minas Gerais si dedicano alla pastorale parrocchiale, aiutando o sostituendo il Parroco.

Nella programmazione annuale formuliamo dei progetti socio-educativi che sono sostenuti in parte, o totalmente, con offerte di persone amiche o di famigliari, anche dall’Italia, che si interessano alla nostra missione. Sono progetti rivolti alla promozione di bambini, adolescenti, giovani che vivono in condizione di carenza famigliare e sociale. Abbiamo avuto esperienze positive di ragazze e di un giovane, italiani, che hanno trascorso un tempo (due o tre mesi) nelle nostre opere assistenziali. Possiamo dire che l’esperienza ha soddisfatto noi e gli stessi giovani. Siamo sempre aperte a ricevere giovani per una esperienza nelle nostre opere assistenziali in favore dei bambini e degli adolescenti.»

Ci insegna qualche motto brasiliano..

«Ciò che sempre mi impressiona stando a contatto con questo popolo è la sua profonda religiosità e la sua grande pazienza. Il “grazie” é: “Deus lhe pague”. Il desiderio si esprime cosí: “Se Deus quiser!”. Invocazione sulle persone: “Deus a abençoe!”. Uscendo di casa: “Bênção mãe, benção pai!”, “benedicimi mamma, benedicimi papá”.»

..e ci racconta qualche episodio di vita..

«Un bambino fu riscattato dall’alcoolismo a 6 anni: abitava con la mamma alcolizzata e in fin di vita, sotto un viadotto di Santo André. Mentre la mamma fu ricoverata all’ospedale per tentare il suo recupero, abbiamo preso noi la tutela del bambino e di un altro fratellino, per educarli secondo il nostro carisma.  Oggi, il maggiore ha 18 anni, lavora e frequenta l’Università, e mi scrive: “Deus lhe pague, porque você não me abandonou, mas me ofereceu a oportunidade de conhecer outra vida”. L’altro fratello sta terminando il Corso medio e lavora. Con gli aiuti di amici italiani, messi a frutto mentre i due bambini erano accolti nel “Recanto juvenil Santa Rita” (una delle Opere sociali dell’Istituto in Brasile), hanno potuto comperare una casa e costruire la loro indipendenza. É soltanto un segno del riconoscimento delle persone che vivono in forza del carisma educativo del Venerabile Padre Luigi Caburlotto, fondatore dell’Istituto delle Figlie di san Giuseppe. Con Lui osiamo dire e pregare: “A te è affidato l’orfano, del povero tu sarai il sostegno”. (Sl 10,14).»

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