Zampieri sr. Vittoria

Missionaria di Maria Bambina

Nata ad Andreane di Sargnano il 11.05.1922

 

Nel 1943 entra nella congregazione, e pronuncia i voti nel 1952. Infermiera di professione, presta servizio in Italia per alcuni anni, prima di essere inviata in Brasile, dove vive e lavora ancora oggi, presso l’ospedale civile di san Paolo.

 

San Paulo, 8 Dicembre 1998

Pregano per noi..

            «Sto bene, sempre lavorando con i miei bambini e ammalati, è bello poter aiutare chi ha bisogno. I nostri bambini, con l’aiuto degli italiani, hanno una bellissima casa per passare il giorno e studiare, loro pregano tutti i giorni per i benefattori.»

Amico del Popolo, 15 Maggio 2004

L’ospedale, la parrocchia, la missione, il Brasile..

            «Lavoriamo con i malati, soprattutto quelli poveri. L’assistenza sanitaria costa, e noi cerchiamo di curare anche i più bisognosi, che ci vengono segnalati dalle assistenti sociali. Offro, inoltre, la mia collaborazione ad una grossa comunità parrocchiale della città, il cui parroco è di origini italiane. Noi suore lavoriamo molto per i poveri della parrocchia. Diversamente dagli abitanti delle periferie, i nostri parrocchiani non hanno grossi problemi di alloggio. I bisognosi più evidenti nella nostra comunità sono: anziani con pensioni minime, famiglie numerose ospitate in alloggi angusti, alcuni ragazzi di strada, molti disoccupati, numerosi malati di AIDS, per i quali la parrocchia ha aperto una casa di accoglienza. Sempre da noi, operano i gruppi della San Vincenzo, che ogni due settimane forniscono di viveri e di vestiario le famiglie più povere: a Natale abbiamo confezionato più di 300 cesti di viveri per le famiglie bisognose. A San Paolo gestiamo anche un collegio, con più di mille alunni.

            In questo enorme Paese, il Brasile, certe povertà sono ancora evidenti e drammatiche, soprattutto nelle favelas, o baraccopoli, presenti in tutte le periferie delle grandi città, anche se il governo, il cui Presidente attuale è di origini povere, si sforza di essere vicino alla gente. I poveri si aiutano tra loro. Tanti bambini, specialmente nelle periferie, non vanno a scuola. Molti di loro lavorano e vengono sfruttati. Aumentano le favelas, con le “case” fatte di cartoni e di tavole recuperate nelle discariche, dove, specialmente quando piove, le condizioni di vita diventano disperate.»

 

«In Brasile tanta gente non ha proprio nulla. Nella nostra comunità, l’urgenza del momento è di aiutare i più bisognosi a pagare l’affitto di casa o acquistare le medicine più necessarie. Oltre che la casa di accoglienza per malati di AIDS, abbiamo aperto una casa per bambini poveri, circa duecento tra i 7 e i 14 anni, che aiutiamo a crescere con dignità, ad andare a scuola, e a costruirsi un futuro migliore.»

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