Agostini p. Sisto

Missionario Comboniano

Nato a Colle S. Lucia il 12.04.1946

 

Missionario in Messico dal 1971, poi, dal 1975, in Etiopia: responsabile del Seminario nella Prefettura Apostolica di Awasa e collaboratore del Centro Catechistico Pastorale. Porta avanti l’opera pastorale di formazione continua di tutti i fedeli.

 

Awasa, 19 Aprile 2006

Ci racconta la sua missione..

«Al centro pastorale di Dongora, porto avanti l’opera pastorale, che consiste nella formazione di tutti i fedeli (inclusi sacerdoti, i fratelli missionari e le religiose), nelle visite alle parrocchie, corsi continui per vari gruppi, ma specialmente per catechisti. Organizziamo corsi per ministeri laici sulla preparazione al matrimonio, per la vita familiare cristiana, la cura pastorale degli infermi, per favorire le migliori attitudini di chi, per ispirazione divina o per doti umane, dirige comunità cristiane fino negli angoli più remoti di questo Vicariato Apostolico, che si estende fino al Kenya e comprende circa 8 milioni di abitanti, un decimo della popolazione dell’Etiopia.

Mi chiedo spesso perché mai il Signore avrà predisposto proprio per me di poter esercitare l’impegno nella sua missione proprio qui; più ci penso, più non posso fare altro che ringraziarlo, e allo stesso tempo ringraziare tutti quelli che cooperano in tanti modi a questa missione.

Aspettiamo che i sacerdoti diocesani locali, una dozzina per il momento, possano assumere responsabilità sempre più estese, crescere di numero ed essere preparati, sotto tutti i punti di vista, per servire in nome di Cristo, in una Chiesa che assume di giorno in giorno caratteristiche di internazionalità sempre più accentuate, caratteristiche sempre più visibili di cattolicità.»

Awasa, 16 Marzo 2007

Il desiderio di pace..

«Hanno fatto una guerra con la Somalia, sembrava che la gente facesse guerra solo per seguire degli ordini dall’esterno, non animati da dentro.. C’è contrasto con la gente dell’Eritrea, ma c’è una speranza di parlare di pace in occasione dell’inizio dell’anno 2000, secondo il calendario etiope (l’11 settembre 2007 corrisponde al capodanno etiope del 2000). Non si può iniziare l’anno senza propositi di pace, giustizia e amore!

Ora l’amministrazione diocesana sta attuando un progetto di aiuto ai bambini malati e denutriti. Chi contribuisce sappia che la sua donazione si unisce all’amore delle sorelle missionarie e giunge in maniera efficace e rapida ai bambini che necessitano di questo aiuto vitale.»

Awasa, 24 Marzo 2007

Ci invita a visitarlo..

«È in corso un progetto per la costruzione del Centro Giovanile di Aletta Wondo. Sarebbe bello che qualcuno di voi, anche a turno, potesse venire, una volta che il centro è funzionante. Qualsiasi persona di buona volontà e di capacità professionale potrebbe rendersi utile in varie missioni, anche senza troppa organizzazione; ogni missione, parrocchia, ha bisogni immediati che visitatori provveduti e preveduti possono soddisfare.»

Ci invita all’ottimismo..

«Capita spesso, in Europa, di incontrare cristiani che apertamente mostrano il loro pessimismo per quanto riguarda il presente ed il futuro della loro vita personale, delle relazioni tra popoli, dell’ambiente naturale in cui vivono e dell’umanità in genere. Gli argomenti a favore di questo pessimismo certo non mancano. Ci sono nel mondo tante sofferenze, oppressioni, condizionamenti causati dalla miseria materiale e morale, dalla violazione dei diritti della persona umana, dalle persecuzioni religiose, tutte cose che, essendo apparentemente inutili e prodotto della cattiveria umana, gridano vendetta al cospetto di Dio. Queste cose succedono un po’ in tutto il mondo, ed anche nella nostra cara Etiopia, e provocano orrore ed indignazione nelle coscienze delle persone sensibili che vorrebbero vedere, invece, la creazione di Dio, e soprattutto dell’uomo, perfetta. È proprio qui, penso, davanti al male del mondo e davanti alla disperazione della società umana, che si inserisce la rivelazione di Dio, che ci insegna che il male ha la sua origine nel peccato e che il male è vinto ormai, con la morte e resurrezione del Figlio di Dio.

Sono convinto che il Signore mi ha voluto chiamare ad essere suo missionario proprio per dire, possibilmente a tutti, che la fede in Cristo porta speranza ed ottimismo, e che vivere in amicizia con Lui costituisce la vera gioia delle persone.»

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12 Gennaio 2009

“…sono contento ed ammirato di quello che mi dice del vostro gruppo o associazione per l’adorazione perpetua che sostituisce un atto permanente e visibile per tutti della vostra fede, una vera testimonianza per tanti, tutti; oltre naturalmente all’aspetto più intimo dell’adorazione che ci pone alla presenza reale di Dio, di Gesù risorto e vivo che gradisce stare in mezzo a noi anche se gli piace nascondersi agli occhi della carne perché impariamo a esercitarci nella fede.

Mi sento privilegiato di essere nelle vostre intenzioni come missionario e sono sicuro che includerete le intenzioni più urgenti della missione qui: la formazione dei seminaristi, la preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose, la conversione di quelli che non sono cristiani, anche dei musulmani e le buone relazioni ecumeniche con coloro che sono cristiani, ma anche qui così spesso e così tanto divisi…”

“…la Missione che a noi Cristiani viene affidata nel mondo e’ appunto quella di far conoscere Gesù Cristo, l’uomo nuovo, il Primogenito di ogni creatura umana e di ogni cosa creata, nato non più dal fango come Adamo, ma dal seno verginale di Maria Santissima, divenuta vera Madre di Dio.

Questo e’ il mistero che nella nostra missione proclamiamo in mezzo a gente che alle volte non ha idea, o così ci può sembrare, di questo Mistero, in mezzo a gente che spesso disprezza e qualche volta pure insulta o bestemmia il piano di Salvezza di Dio che si basa sulla Umiltà, sulla Povertà, sulla Purezza, sulla Croce, cresce nella Verità, Pazienza, Carità e Santità di vita e sfocia poi nella Risurrezione, grazie a questo Figlio di Dio che ci ricrea come figli di Dio e ci proietta nella eternità con la nostra umanità ricuperata in Lui e fatta decisamente perfino più perfetta di quella originata in Adamo ed Eva e poi miseramente degradata…”

“Non nascondo che ero un po’ nervoso quella volta, pochi mesi fa, in cui sono stato forzatamente invitato a presentarmi in un ufficio governativo a una riunione nella quale sapevo ci sarebbe stata tutta una critica  e tanto astio contro la Chiesa Cattolica…”

“…ebbene, ne sono ancora sorpreso al giorno d’oggi, all’inizio della riunione, il capo si alza in piedi e invita tutti a pregare, rivolgendosi poi a me, individuatomi come Sacerdote di Gesù Cristo, mi chiede di dirigere la preghiera a cominciare dal segno della Croce; l’atmosfera della riunione e’ cambiata tanto che abbiamo finito per abbracciarci durante la riunione proprio con quella persona che nella mia intuizione difensiva avevo già categorizzato come l’oppositore numero uno. Al termine del lungo raduno, stessa storia, invito alla preghiera con tanto di benedizione finale!”

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