Cibien d. Luciano

Missionario Salesiano

Nato a Castion il 13.09.1934

 

Missionario in Argentina dal 1964, i primi anni in un collegio di giovani; dal 1975 cura l’evangelizzazione in diverse parrocchie della zona Patagonica.

«Era destino che non rimanessi in Italia»..

«Finito il ginnasio, e dopo gli esami di ammissione al liceo, giunse il momento della decisione definitiva: o proseguire gli studi nel seminario di Belluno, o cercare di realizzare il primo sogno, andare nelle missioni. Era sorto in me, infatti, l’amore per Don Bosco, poiché ricordavo spesso le parole della mamma: “Se sei vivo e sano in tutte le membra, lo devi a Don Bosco”. Tutto ciò mi ha portato alla decisione di dare la mia vita alle missioni salesiane. Nel 1951 entravo nell’aspirantato missionario salesiano e l’anno seguente al noviziato di Chieri. Ma era destino che non rimanessi in Italia per molto. D’improvviso, mentre ero a Torino, il superiore salesiano della Patagonia mi propose di partire per l’Argentina e concludere lì gli studi. Il 4 dicembre 1952, dopo aver ricevuto la vestizione e la croce di missionario, sbarcavo a Buenos Aires, nella terra che sognavo e che era nei sogni di Don Bosco.»

Viedma, 22 Febbraio 1989

Il suo 25°!

«Oggi è il 25° anniversario della mia ordinazione sacerdotale, e il mio pensiero vola tosto alla parrocchia dove è sbocciata la mia vocazione, per ringraziare il buon Dio di aver scelto proprio me per una missione lontana, tenendomi però sempre unito alla comunità cristiana di origine. Sono debitore di tanti doni e grazie.. Avrei dovuto scrivere più spesso, ma.. si sa com’è! Le scrivo per manifestarle il desiderio di celebrare il mio 25° di sacerdozio nella parrocchia di Castion..»

L’Eco del Castionese, Giugno 1990

Siamo un’unica realtà..

«Da Belluno ci è arrivato il container con tutto quel ben di Dio. Man mano che portavamo nel salone i pacchi e leggevo “CASTION”, mi pareva di trovarmi tra voi e sentire la vostra carità. Tutto ciò mi è servito per far capire ai miei parrocchiani che la mia parrocchia di origine e questa di Viedma affidata alla mia missione sono un’unica realtà.

Qui sembra inverosimile che un Paese così ricco di carne e di frumento ora non possa sfamare a sufficienza i suoi abitanti; eppure aumentano sempre di più coloro che chiedono l’elemosina. Spero che dopo questi mesi freddi d’inverno (dove bisognerà tirar cinghia) arrivi una vera primavera piena di solidarietà, fratellanza e di carità.»

Qualche parola dalle numerose missioni in cui ha operato..

Viedma, 3 Gennaio 1995

Viedma..

«A partire da febbraio prossimo mi troverò in una nuova missione, e cioè come parroco di Villa Regina, a circa 450 Km. Il mio compito qui a Viedma è così terminato. La mia nuova missione ecclesiale è più ardua, perché la parrocchia è più grande benché non tanto estesa.»

Villa regina, 9 Aprile 1995

Villa Regina..

«Qui mi trovo come in un nuovo mondo: una cittadina di circa 30.000 abitanti e piccoli paesi sparsi in una vallata molto coltivata, con una lunghezza di oltre 30 Km. Si sente la necessità di preti. Non mi sono ancora ambientato (si può immaginare, no?), ma cercherò di fare del mio meglio.»

Villa Regina, 26 Novembre 1995

«Veramente se uno non vede tutto questo, non può crederci. La provincia è immersa in una profonda crisi economica, con debiti di oltre 130 milioni di dollari, con le scuole quasi paralizzate. Ieri abbiamo fatto in parrocchia (uniti a tutta la diocesi) una giornata di preghiera e digiuno..»

Villa Regina, 28 Novembre 1996

«La situazione qua è sempre più difficile, sia per la parte religiosa (cristiana), perché mancano sacerdoti e le sette approfittano dell’ignoranza religiosa, sia per quanto riguarda la povertà di molte famiglie, poiché sono sempre meno quelli che hanno di più, e sempre di più quelli che hanno di meno o molto poco.»

Villa Regina, 24 Gennaio 1997

«Sto preparando le valigie per andare nella nuova parrocchia che mi è stata affidata. Non conosco il mio nuovo destino.. Mi sento come smarrito, perché non me l’aspettavo. Ma… “Fiat voluntas tua, domine”.»

Zapala, 18 Dicembre 2001

Zapala..

«Il Centro Comunitario marcia a gonfie vele.. Si sta formando una bella comunità. C’è stata pure un’ampliazione per poter disporre di una cucina, due gabinetti e un piccolo deposito. Purtroppo, dobbiamo sospendere tutti i lavori per la difficile situazione economica. Ci sono inoltre tre centri comunitari che hanno la loro chiesa: tutto sommato, le anime da pascolare sono più di 20.000. Inoltre quest’anno abbiamo prestato il nostro servizio pastorale in una parrocchia a oltre 50 Km, perché c’è una grande scarsità di preti. Comunque spero che il buon Gesù, come salvatore di tutti noi, faccia quello che noi non arriviamo a fare.»

Zapala, 6 Gennaio 2004

«Anno nuovo, vita nuova… Il nuovo anno ha portato un cambio: non di attività (continuerò in un’altra parrocchia), ma di luogo. Sarò parroco di un’altra parrocchia, in un’altra diocesi.»

Viedma per la seconda volta, dal 2004..

«Si tratta di una regione con centri e cittadine distanti oltre 150 Km e composte da discendenti dei paesi europei (italiani e spagnoli in maggioranza), oriundi, cileni, ed ora anche boliviani. Lungo il fiume Rio Negro, ci sono agricoltura e bestiame, e grandi zone desertiche.

L’educazione è sempre più giù. Il popolo non viene formato al lavoro specializzato e quindi resta sempre più povero. Una nazione tra le più ricche nel sottosuolo ha più del 60% di povertà. Il ricavato di tutte le ricchezze non è stato posto al servizio della gente, ma di pochi che hanno i soldi nelle banche straniere.

Nella Patagonia, si può dire che i Salesiani sono stati i pionieri della civiltà. Quindi siamo rispettati e ben voluti da tutti. In 6 diocesi, 3 vescovi sono salesiani. Ma.. mentre la popolazione si moltiplica, preti e suore diminuiscono: in gran parte perché l’ambiente che vivono i giovani non favorisce la nascita di vocazioni.»

 

«C’è una gran fame di Dio e di giustizia, ma, purtroppo, la messe è molta e gli operai (i missionari) troppo pochi.»

Bollettino, Anno nuovo 2006

«Qua al sud del mondo, siamo nella stagione calda delle vacanze; almeno per la gente è così. Io invece mi trovo a lavorare, sol, in questa grande parrocchia; tra l’altro, c’è un centro turistico “El Condor”, distante una trentina di km; anche lì devo andare, ogni sabato sera, per la Messa e per altre attività pastorali. Meno male che la salute mi accompagna.»

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“…In questa grande crisi di identità e maturità che si costata specialmente nei giovani e che scuote la chiesa,abbiamo assunto l’ impegno di continuare lottare contro il paganesimo e le sette e mantenere viva la fede che rimane ancora nelle famiglie.Le giovani generazioni (meno alcune  eccezioni) non si decidono…”

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