De Nard p. Silvio

Missionario Guanelliano

Nato a Sedico il 15.02.1949

Nel 1985 parte per gli Stati Uniti d’America e la Pennsylvania, come Supervisor di una casa per handicappati mentali, Rettore del seminario guanelliano negli USA, Maestro dei Novizi, Superiore provinciale (USA, Canada, Filippine, Vietnam). Attualmente, si occupa della formazione dei candidati alla vita religiosa guanelliana ed alla formazione, cattolica e guanelliana, del personale; è, inoltre, cappellano di un Istituto per paraplegici ed opera al governo Provinciale come Vicario Generale della Provincia.

2006

Il popolo americano..

«Vivo tra gli handicappati mentali e fisici, che, in una società del profitto e dell’estetica a tutti i costi, hanno vita miseranda e contano veramente poco. Il nostro sforzo è di dare loro un po’ di speranza, una vita dignitosa, una formazione cristiana adatta, un lavoro protetto, in cui si sentano utili alla società e a se stessi.

Il popolo americano è fondamentalmente buono e aperto all’aiuto ai tanti bisogni che bussano alla porta. Il volontariato è vasto, sia all’interno, come all’esterno della nazione. Lo Stato americano non offre nessuna assistenza medica generale come in Italia; ognuno deve arrangiarsi ad assicurarsi sulla vita o sulla salute, tramite iscrizione alle miriadi di agenzie assicurative. Per poterselo permettere, devono lavorare e lavorare e lavorare, perché la vita è cara e i soldi sono sempre scarsi. Chi vive sotto il livello americano di povertà (sono a tutt’oggi 40 milioni di persone) è sotto la tutela assistenziale dello Stato federale, che offre gratuitamente assistenza medica ed ospedaliera. Per chi vuole lavorare il lavoro non manca. Infatti, l’americano medio difficilmente assume un posto di lavoro a vita. La mentalità di cambiare lavoro, casa, stato, anche religione è innata, come se ci fosse un particolare gene nel loro albero genetico.»

La città..

«Le città si presentano all’opposto di quelle europee. Qui la città è dove si va a lavorare (vedi i grattacieli che sono uffici e non abitazioni) o a divertirsi (sport, stadi, ristoranti, bar di grido). La vita di famiglia si svolge alla periferia, dove si trovano anche i supermercati, scuole, chiese e quant’altro. La città è divisa in ghetti. I due maggiori sono quello nero e portoricano, che presentano povertà altissime e grande violenza. Solo la città di Filadelfia, in cui vivo, ha avuto sui 400 omicidi nell’anno 2005. Siccome il bianco, o l’asiatico, o l’africano, non vogliono mischiarsi con neri americani e portoricani, hanno lasciato e lasciano la città, per andare a vivere nei sobborghi. Con sé hanno però portato via il business, per cui chi resta in città non ha troppe occasioni e possibilità di avere un lavoro, eccetto quello spicciolo e poco rimunerativo. Il razzismo c’è ancora, anche se sotterraneo.»

La terra dei dollari, e dei dolori..

«L’America sarà la terra dei dollari, ma è anche la terra dei dolori. La presenza Guanelliana vuole dare il suo contributo alla Chiesa Cattolica locale e ai tanti poveri che bussano alla sua porta. Il Don Guanella Village, in cui vivo, è composto di nove edifici che ospitano diversi programmi educativi e riabilitativi. Vi sono 180 residenti fissi, divisi in cinque unità indipendenti. Ci sono circa 300 persone handicappate che vengono nel Campus giornalmente, per i programmi e servizi. Il personale si aggira sulle 500 persone. Si aggiungano le Case famiglia, che come funghi costellano il territorio. L’assistenza infermieristica è garantita 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. I soldi vengono dalle rette statali e dalla beneficenza. Il volontariato qui non è granché, perché la legge dello Stato della Pennsylvania richiede gli accertamenti annuali della fedina penale (che devi pagare di tasca tua) da parte della FBI e della Polizia di Stato, di quanti lavorano o hanno qualsiasi contatto con l’handicappato mentale.»

La Chiesa..

«La Chiesa americana è parecchio divisa nel suo interno tra liberali e tradizionalisti. Preti, suore e vescovi sono figli della loro terra e rispecchiano la divisione. L’aborto è la pietra d’inciampo tra i cattolici. Una buona parte di politici cattolici, capitanati dai cattolici Ted Kennedy e John Kerry, sono del partito democratico che supporta l’aborto incondizionato, divorzio senza colpa, eutanasia, ricerche scientifiche sugli embrioni, matrimonio e cultura gay, pesante ingerenza dello stato nella vita pubblica e lavorativa (al contrario dei repubblicani che appoggiano il lavoro privato, scuola privata, la famiglia ed il rispetto alla vita..). La gente comune e di chiesa è scandalizzata al vedere tali personaggi andare alla comunione. E si chiede dove siano i vescovi e perché non intervengano.»

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