D’Incà sr. Maria Angela

Missionaria Canossiana

Nata a Levego il 31.12.1939

 

Missionaria in Argentina dal 1977, dove ha operato nel campo catechistico e di evangelizzazione. Dal 1986 ha vissuto in Congo, dove ha svolto attività nella pastorale scolastica, nella formazione dei laici e nella promozione della donna. Dopo 7 anni di missione a Kisangani, dal 2006 vive ad Arua, nel nord-est dell’Uganda, per un servizio nel Consiglio Provinciale. Continua ad operare nella formazione dei laici, nella pastorale dei malati e delle famiglie.

Bardolino, 20 Gennaio 2006

Parlando di Kisangani..

«Sono qui Italia per un seminario, e dopo di questo ripartirò subito per l’Africa. Devo lasciare Kisangani (Repubblica Democratica del Congo), dopo 7 anni, ed andrò in Uganda.

L’ambiente è in via di sviluppo e di ripresa dopo le varie guerre e massacri. Ci si prepara alle libere votazioni, dopo quarant’anni di dittatura. Serve un recupero dei giovani e trovare loro un lavoro, intensificare la promozione della donna, formare leaders e lottare contro l’ingiustizia e la corruzione. Noi siamo vicine alla gente il più possibile, condividiamo la presa di coscienza dei problemi ed operiamo in sintonia con la società civile e religiosa, seguendo il metodo: vedere-giudicare-agire.»

Alcune massime a cui fa riferimento..

“Chi educa una donna educa una nazione.”

“La casa dell’amico non è mai lontana.”

“Fabbro al tuo paese, sei apprendista in un altro.”

“Chi ha conosciuto la sofferenza sa già donarsi.”

 

Ci invita ad immergerci nelle missioni..

«Studiate il modo di conoscere vari paesi e missionari, immergendovi sul posto; sarà una ricchezza di esperienze e di conoscenze reciproche. Cercate di instaurare nelle parrocchie la preghiera missionaria, soprattutto con i giovani.»

I progetti..

«Abbiamo vari progetti in cantiere.. e qua e là la Provvidenza non manca di darci dei segni positivi. Abbiamo il grande problema della formazione delle giovani sorelle, e sono circa 15, le quali, come minimo, ci richiedono una decina d’anni di preparazione, per poter assumere con responsabilità la vita religiosa, in tutte le sue dimensioni. Non parliamo, poi, delle opere e delle case da aprire e sistemare. Facciamo il poco che possiamo, con le forze che abbiamo. Noi italiane, a poco a poco, diminuiamo in tutti i sensi, anche di numero, e così “imparando a morire” si spera di vivere e di far vivere, secondo il Cristo che dà vita. Mi sento unitissima a voi nella preghiera, nell’offerta quotidiana, nello spirito missionario.»

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“…qui il Governo sembra già in vacanza…tutto é un po’ bloccato…”

La maggior parte dei giovani vuole andarsene dall’Isola per studiare e altrettanti adulti per cercare lavoro…e così se ne vanno anche le teste migliori.

Partecipiamo con i nostri rappresentanti: il Vescovo e altri, alla visita del Papa in Angola…un po’di aria fresca questa visita in questa terra che ha tanti problemi e tante possibilità per la sua vera pace, ma troppa gente che ama la sua sedia!

“…mi chiedevo giorni scorsi e anche ora: come e quando riconoscere Gesú negli altri? É certo che Lui é presente in ogni fratello, anche in quello che ci risulta un poco scomodo…”.

Comprendo il problema per tanti nell’accogliere i clandestini e immigrati di ogni genere, ma per chi ha avuto tutta la famiglia che é andata all’estero per lavorare é un po’ più facile.

E nella nostra Provincia tanti hanno lasciato il paese per procurarsi il pane!

Sto seguendo quando fate per essere solidali con tante famiglie e per tutta la creatività di cui siete capaci. Godiamo per il bene che si fà e speriamo che il Natale risvegli il cuore di quelli che stanno bene, ma che non pensano a chi é nel bisogno.

“…io mi auguro anche che nel sud del mondo si abbia la volontà di creare lavoro. Anche qui a S. Tomè c’é un bisogno estremo di dare lavoro alla gente. Troppi vanno all’estero!”

“…non ho più paura della lingua, mi piace. Soprattutto amo questa gente con tutta la loro voglia di vivere, di trovare lavoro e di avere meno problemi a livello di famiglia, di coniugi… troppe separazioni e disperazioni… i mariti vanno all’estero per il lavoro e non si fanno più vivi. Ora nelle vacanze, mi occupo con più impegno e tempo per i poveri, i vecchi, ammalati, famiglie in difficoltà e bambini di strada: troppi!…”

 “…stiamo facendo una bella esperienza della Provvidenza che ci viene incontro e nel momento giusto…”

Qui le feste sono passate nella piú assoluta sobrietá. In questi giorni ho visitato qualche “roça” o villaggio e constato quanto la gente é ancora capace di sopportare: miseria e isolamento, difficoltá di trasporto e mancanza di ogni struttura elementare.

Alla fine di Gennaio incomincerá la campagna elettorale, ma la gente é ben prevenuta e stanca di promesse. Speriamo in un futuro migliore per queste isole di S. Tomé e Principe!

“…stiamo uniti nella preghiera e nel nostro servizio di umile caritá!…”

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