Facchin p. Bortolo Vittore

Missionario Canossiano

Nato a Lamon il 17.12.1926

Missionario in Brasile dal 1974, ha trascorso: un anno in Araras, 2 anni in S. Rita Passa Zuatro e Valiuhos, 7 anni nella parrocchia in S. Domingos di Americana, 15 anni in Nova Odessa come parroco e 2 anni coordinatore, 5 anni in Piabeta (Rio de Janeiro) come parroco, sempre a servizio delle Diocesi e della Congregazione Canossiana. Attualmente opera in Nova Odessa (San Paolo) come cooperatore nella parrocchia di Nossa, con l’incarico di organizzare la nuova parrocchia di S.F. Bakihita e costruire il grande centro per la gioventù.

La sua missione tra i giovani..

«Oggi, come in Italia, anche qui in Brasile, la gioventù è in crisi, soprattutto in fatto di religione, educazione, mentalità, moralità. La nostra vocazione canossiana ci spinge a lavorare in modo particolare proprio per gli adolescenti e i giovani che amiamo e sono parte preziosa del nostro lavoro missionario.

Quando i giovani non si sentono “soggetto” nella chiesa e il comportamento dei sacerdoti e degli adulti è indifferente o freddo, non solo non partecipano alla vita ecclesiale, ma fuggono, criticano e ridono. I giovani vogliono una liturgia nuova, che si adatti al loro linguaggio e al loro ritmo, che rappresenti simboli di vita concreta. Alle volte in una S. Messa abbiamo 10-15 suonatori di chitarra, molte volte la predica la fanno loro, anche con manifestazioni teatrali.»

Aprile 2000

La costruzione di una chiesa..

«Quando gli immigrati delle zone più povere del Brasile, come il Nordest, sono tanti da dar vita a un nuovo quartiere, io acquisto o mi faccio dare dalla prefettura un terreno. In quel luogo, si innalza una croce di legno; vicino a quella croce, si costruisce il primo capannone per gli incontri comunitari: catechesi, veglie di preghiera, Messe, feste danzanti.. Solo alla fine, quando la gente si sente unita, si costruisce la chiesa.»

Nova Odessa, Dicembre 2005

Quel filo d’oro che unisce i bellunesi al Brasile, all’America Latina, all’Africa..

«Sono ritornato in Brasile, nella città e parrocchia di Nova Odessa, con il mio popolo semplice e con i miei ragazzi e giovani che mi aspettavano e fecero festa. In Italia mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Sono rimasto soddisfatto di tutto. È stato bello incontrare fratelli, parenti, amici,.. e celebrare con tutti i miei 50 anni di sacerdozio. Qui in Brasile, quando stanco fisicamente e preoccupato per tanti problemi pastorali e sociali, è bello sapere che ci sono nella Diocesi di Belluno-Feltre persone che si interessano dei poveri e di noi missionari: sono il filo d’oro che unisce i bellunesi al Brasile, all’America Latina, all’Africa, ecc..

Ritornato in Nova Odessa, ho incontrato una novità: il Comune ha già progettato, accogliendo la domanda e il desiderio insistente della Parrocchia, la costruzione di 2.000 casette per 2.000 famiglie poverissime che attualmente vivono nelle favelas e nei cortiços. In periferia di Nova Odessa, nella grande Comunità di Santa Bakihita, che comprende 5 bairros (quartieri), con circa 20.000 abitanti, stiamo costruendo un grande Oratorio per la gioventù, in un terreno ben centralizzato di 9.400 m2. Incamminare a Cristo la gioventù è costruire una società più umana e cristiana e offrire ai ragazzi e giovani, ben numerosi qui in Brasile, un ambiente educativo e formativo.

Sto bene di salute, sono sempre contento ed entusiasta della mia missione e riconoscente al Signore di poter donare la mia vita a Lui e ai fratelli brasiliani.»

Nova Odessa, 2006

Ci descrive l’ambiente..

«Nova Odessa è uno Stato di S. Paulo. Oggi è una città con circa 60.000 abitanti, di cui il 75% cattolici e il 25% evangelici-protestanti. Siamo in tre sacerdoti e due seminaristi, per 21 comunità. Abbiamo circa 130 ministri dell’Eucarestia, 220 catechisti, più di 2.500 ragazzi nel catechismo (preparazione alla prima comunione e cresima), circa 400 chierichetti, 120 collaboratori per le pastorali e per l’amministrazione della parrocchia e comunità, molti ministri degli ammalati e dei poveri.

Il popolo è semplice, povero in generale e molto buono. La gente ama, vuole e aiuta i Padri. Abbiamo un buon rapporto con la società civile: collabora, ci stima e ci aiuta, per creare centri comunitari e costruire casette popolari per i poveri. (N.B. la viceprefetto fa parte dell’azione cattolica!). Con gli evangelici, invece, il rapporto è più difficile.»

Condivide  i suoi progetti..

«Nella futura parrocchia di S. Bakihita, con più di 25.000 abitanti, stiamo costruendo il grande centro per la gioventù, su un’area (offerta dal municipio) di circa 9.000 m². Abbiamo già costruito il Ginnasio Sportivo, con l’aiuto del Centro Missionario di Belluno, Insieme si può, benefattori e amici italiani. Ora vogliamo costruire, se incontreremo benefattori, sale di cultura e incontro per i ragazzi e giovani, campi di calcio, parco per i bambini, la casa della Carità e sale di catechismo. Per la pastorale, vorremmo realizzare il progetto di Azione Missionaria Permanente; costruire casette per i poveri, in collaborazione con le autorità civili, ed aiutare le famiglie povere (con 3-5 figli) con cesta basica.»

«Sono felice!»

«Sono felice di essere sacerdote e missionario. Non mi sono mai pentito e ricomincerei da capo, con il desiderio di essere migliore e di avere più tempo e vita per dedicarmi al bene dei fratelli, specialmente dei più poveri.»

In una lettera (datata Nova Odessa, Aprile 2007), ci informa che il grande oratorio è stato costruito, che lui sta bene, e cita il proverbio: “L’erba cattiva non muore mai, diceva la nonna..”!

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