Palla p. Eugenio

Missionario Comboniano

Nato a Pieve di Livinallongo il 14.12.1937

 

Missionario dal 1969 in Burundi, per otto anni; per sei anni ha operato nella Repubblica Centrafricana, tra i Pigmei; successivamente in Ciad, dove vive attualmente.

 

Doba, 22 ottobre 1995

Il Ciad..

            «Pochi italiani conoscono il Ciad. Eppure questo paese è grande 4 volte l’Italia, ma conta solo 5 milioni di abitanti, causa il deserto che avanza verso il Sud 20 Km all’anno! Il Ciad ha molto in comune con il Sudan, in particolare la decisione dei musulmani di farne, costi quel che costi, un paese musulmano. La situazione politica è pesante e incerta. Il Vescovo ciadiano di Moundou, Mathias Ngarteri, scrive al primo ministro: “Le informo delle angoscie che provo come pastore. Sono molto preoccupato per le molte famiglie vittime della violenza. Giovani frustrati, ragazze e donne violentate, famiglie saccheggiate e disperse, case distrutte, autorità umiliate, uomini torturati ed uccisi, villaggi in lutto. Questa nostra gente che lavorando e sudando contribuisce a sfamare il paese, chiede solo la pace. La mia tristezza non ha confini. Sappiamo che nel cuore di ogni uomo sonnecchia l’angelo e l’animale. Per questo noi chiediamo con insistenza al Signore della Pace, la serenità, e di far nascere nel cuore di ciascuno sentimenti più umani verso coloro che abitano la stessa casa. Prego Dio e gli chiedo di perdonare l’uomo che ha dato ordine di opprimere con la forza militare queste popolazioni. Prego unito ai miei cristiani, uomini e donne di buona volontà, e di altre religioni. La preghiera è la luce che illumina la notte insopportabile della sofferenza.”»

Dopo 6 anni in Italia, è nuovamente in partenza per il Ciad, ottobre 2005

Ci saluta..

            «In Burundi, le persone, al mattino, si salutano dicendo “BGWAKEYE!”, cioè “L’aurora illumini il tuo cammino!”. La ricchezza di questo meraviglioso paese è l’“UBUNTU”, cioè l’umanità. Nella Repubblica Centrafricana, la gente si saluta così: “BALAMO!”, cioè “Il sole brilla per te!”. Nei canti, proverbi e discorsi, ritorna spesso una parola importante: “BEOKO”, che significa “Insieme”. In Ciad ci sono 200 lingue, ma tutti si salutano così: “LAPIYA!”, che significa “Pace!”. La gente, poverissima, si aiuta, è solidale: “RAKENA” vuol dire “fare insieme”.»   

Domo Manga, 5 marzo 2007

«Lavoriamo insieme e questa è la nostra forza!»

            «Vi scrivo da una missione dove non c’è né corrente elettrica, né telefono. Si chiama Domo-Manga: Domo è il nome del capo famiglia che per primo si è stabilito in questo luogo desertico (detto Manga). Questo luogo è chiamato da qualcuno “la patumiera”. Nessuno dei funzionari vuole venire qui! Questa “patumiera” è piena di perle preziose, tante quante sono i bambini, le donne, gli uomini.. questo è il nostro posto! Questa gente, che mangia, sì e no, una volta al giorno, e non ha 1 euro (corrispondente a 650 Fr. CFA) da spendere al giorno.. questa gente merita di essere amata ed aiutata! Sono contento di essere qui e sto anche bene (da meravigliarmene), nonostante il gran caldo: 43° all’ombra a mezzogiorno! Le piogge arriveranno, speriamo, fine aprile, primi di maggio. Fortunatamente, vivo in comunità con P. Stefano, italiano, e P. Armando, messicano: lavoriamo insieme e questa è la nostra forza! Il territorio della missione è una sconfinata savana, ed è più vasto della diocesi di Belluno. Niente montagne, né corsi d’acqua, ma incredibili pantani durante la stagione delle piogge. Abbiamo ereditato questa missione 3 anni fa, da due padri polacchi, i quali, probabilmente, avevano non solo pochi soldi, ma anche poco amore, per tenere bene le cose. Casa e chiesa sono da ristrutturare. Una pompa ad immersione porta l’acqua dal pozzo al serbatoio, e da qui ai rubinetti, ma l’acqua arriva sporca di ruggine. Dobbiamo cambiare la tubatura. Finalmente beviamo acqua filtrata. Ogni giorno comperiamo le cose da mangiare, perchè il frigorifero non funziona e bisognerà cambiarlo. Avevamo una sessantina di galline e pulcini: se si vuole ricominciare, bisognerà fare un pollaio e vaccinarle.

E la gente? La gente non ha tutte queste preoccupazioni ed è contenta di mangiare una polenta di miglio al giorno! È bello avere una missione a posto, che funziona, ma è ancora più bello condividere sofferenze e gioie della gente! Durante la Quaresima, partecipiamo (è già una tradizione) a 13 ritiri, di 3 giorni ciascuno, in 13 luoghi diversi, sotto gli alberi, sempre più rari, nella savana. Un gruppo di catecumeni riceverà, dopo 4 anni di preparazione, il Battesimo! Grande festa! Buona Pasqua! Auguri! Auguri! Auguri! Il Signore ci aiuti a riscoprire il nostro Battesimo come la luce, la gioia e il coraggio, di cui abbiamo bisogno oggi!»

 

«I missionari Comboniani in Ciad sono una trentina, di 13 nazionalità diverse: un miracolo! Nessuno di noi è pagato alla fine del mese e coloro che hanno la possibilità di avere aiuti da parenti, amici, benefattori, sono sempre di meno, e così abbiamo deciso di mettere tutto assieme (cassa comune) e distribuire alle 8 comunità secondo le necessità. “Insieme si può!” Vi mando una foto di gruppo: vedete quante tinte diverse!»

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