Pante p. Lucio

Missionario diocesano di Belluno-Feltre

Nato a Lamon il 15.12.1953

 

Missionario dal 2004, a Canudos e Brasilia, attualmente è parroco ad Adustina, in Brasile

 

Canudos, febbraio 2004

Prime impressioni..

            «L’esperienza più significativa è stata la Missione in una parrocchia della diocesi, animata dai seminaristi, da laici ed alcune religiose. Le domeniche ci hanno sempre accolto con grande amicizia, mettendo a disposizione le loro abitazioni, anche per il vitto e l’alloggio. Mi è sembrato di cogliere in loro una grande fede ed il bisogno di Dio, mediati da valori umani ancora profondamente radicati nelle popolazioni dell’America Latina. Una benefica pioggia ha riempito le cisterne quasi vuote delle pompe, ha assicurato la raccolta dei campi e ha dato ancora nutrimento per il bestiame. La pioggia molto abbondante ha creato anche disagi. Qui le strade, con l’acqua, si trasformano in torrenti impetuosi e non sono facilmente percorribili, a causa anche di un fango rosso. A sera inoltrata dell’11 gennaio, percorrendo la strada del ritorno a casa col Vescovo, abbiamo rischiato due volte di essere travolti con l’auto, a causa dell’acqua eccezionale..»

Adustina, 12 Febbraio 2006

L’evangelizzazione..

            «Credo sia importante che il cuore di ogni cristiano palpiti nell’ambito missionario. “È dando che si riceve”, diceva san Francesco. Mentre voi state verificando il lavoro del Sinodo, qui, in diocesi di Paulo Afonso, stiamo preparando l’Assemblea diocesana, che si celebra ogni 3 anni. Si sta iniziando il lavoro nelle singole comunità parrocchiali, per mettere in comune le riflessioni e il cammino svolto e programmare il prossimo triennio. Ringrazio il Signore per aver incontrato in Adustina un buon Consiglio Parrocchiale e persone disponibili al lavoro di evangelizzazione. Certamente, qui i tempi sono diversi dall’Italia, sia per le comunicazioni precarie (distanze, stagioni), sia per il tasso di analfabetismo ancora alto, le molteplici situazioni di povertà, compresa quella materiale, le forme di violenza e di corruzione. L’atteggiamento che mi sembra fondamentale e che riscopro ogni giorno è il dialogo, l’ascolto di questa realtà brasiliana, con le sue innumerevoli luci e, nascosta, anche qualche ombra. Questo vale nel rapporto quotidiano con la gente di Adustina, ma anche con i preti e il Vescovo locale.

La mia salute va bene, anche se il caldo ti affatica. Del resto, come dice san Paolo, il vero cristiano tutto affronta per annunciare l’amore di Dio.»

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