Piccolin d. Livio

Missionario Diocesano di Belluno-Feltre

Nato a Falcade il 25.06.1945

 

Partito nel 1981 per Valente-Santaluz, nella diocesi di Feira de Santana in Brasile; dal 1989 è missionario a Gloria e Canudos, nella diocesi di Paulo Afonso.

«Il Vangelo dov’è?»

            «Credo che esso è presente nella vita della gente che ha fame, che è violentata nella propria coscienza con false notizie e false promesse, che è comperata durante le elezioni con un sacco di cemento, con tegole per coprire la casa.. Sento che Gesù Cristo si è incarnato per dare la vita ai ciechi, per liberare i prigionieri. Constatando che nel mondo i più forti hanno sempre ragione, che la differenza tra nord e sud aumenta sempre, che i più ricchi in Brasile sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e numerosi, viene da scoraggiarsi ed adattarsi. Come missionario, credo però di essere chiamato, come Abramo, a credere contro ogni speranza; come Mosè a costruire il nuovo popolo di Dio e come Maria a confidare in Lui, che ha deposto i potenti dai troni. Guardando, poi, alla gente semplice e alla crescita della coscienza cristiana ed umana, vale la pena di dare, rischiare e sperare.»

 

Canudos, 18 di giugno 2006

La Parrocchia di Canudos, nel sertão..

            «Sono nella parrocchia di Canudos da 4 anni e mezzo. È una parrocchia rurale, con una estensione di 2.986 Km², nel semiarido del Nordest (sertão). Una delle scelte principali nella pastorale è la formazione e accompagnamento delle comunità di base, in cui c’è un forte legame tra fede e vita, dove i laici assumono più attivamente il proprio battesimo. A livello diocesano, organizzo con una equipe e accompagno incontri di formazione politica per leaders delle pastorali, sindacati e associazioni. È una regione di molta emigrazione, dove le maggiori risorse sono l’allevamento del piccolo bestiame (più resistente alla siccità), un’area irrigata dove si coltiva banana, cocco e quiabo, e la pesca. Come tutto il Nordest, è una delle regioni più povere del Brasile. Non c’è la presenza del grande latifondo, gli allevatori sono padroni della terra e generalmente c’è un’area di pascolo comune: nella territorio di Canudos, anche con l’aiuto della Chiesa, sono nate 13 associazioni di “fundo de pasto”, per difendere la propria terra e la terra comune da invasioni di fazendeiros più grossi e più avidi. In questo ambiente, alla fine del secolo XIX ci fu l’esperienza di Antonio Conselheiro, che riuscì a riunire attorno a sé quasi 20.000 persone sulle rive di un fiume, vivendo in una maniera alternativa, senza fazendeiros e semi-schiavi, in un clima di collaborazione e lavoro comune: questo fatto ha stimolato la Chiesa (negli ultimi 30 anni), e altre forze, a riflettere meglio sull’ambiente, e l’uomo a vedere che nel semiarido è possibile vivere e non solo sopravvivere, che il clima di siccità porta alcuni problemi, ma anche alcuni vantaggi.

            In collaborazione con l’IRPAA (Istituto Regionale Per Agricoltura Appropriata), da 15 anni è iniziata nella regione la costruzione di cisterne, come uno dei modi per affrontare la siccità, iniziativa che si è sparsa per tutto il Nordest brasiliano. La presenza in Canudos di Suore e del sacerdote ha aiutato gli allevatori a organizzarsi con il sindacato e i pescatori con la colonia dei pescatori (corrispondente al sindacato). Queste organizzazioni popolari non hanno ancora espresso una leaderanza politica locale in difesa dei più deboli. C’è ancora una sudditanza politica ai politici tradizionali.»

Qualche citazione..

«Cito una frase famosa di Antonio Conselheiro, il laico che ha iniziato a Canudos un’esperienza di vita alternativa con gli esclusi del suo tempo: “Só Deus é grande”.

Una frase dei movimenti di convivenza nel semiarido: “Nel Nordest non manca acqua, manca giustizia”. Di fatto solo il 4% dell’acqua piovana del Nordest è utilizzata.

Proverbio popolare: “Il poco con Dio è molto, molto senza Dio è niente”.

Frase ricorrente nel parlare popolare: “Se Deus quiser”.»

Canudos, 15 aprile 2007

Gioie, speranze e preoccupazioni..

            «Come frutto del nostro camminare insieme, abbiamo celebrato l’assemblea diocesana dal 15 al 18 di novembre. È stato il momento culminante di un lavoro di preparazione nelle comunità, nella parrocchia e nelle foranie, con la presenza di 130 rappresentanti delle pastorali e dei movimenti. Come assessore dell’Assemblea è stato chiamato pe. José Comblin, un prete fidei donum belga, di ottantaquattro anni, teologo di fiducia di Dom Helder Càmara. Il “vecchio” Comblin ci ha stimolati, come è nel suo stile, ad essere una Chiesa che annuncia ed è testimone di Gesù Cristo, una Chiesa missionaria, che va ai poveri e assume le sofferenze dei poveri, una Chiesa che lascia spazio allo Spirito Santo e che si lascia interrogare dai giovani. La prima proposta o riflessione è la più chiara e meno polemica: tutti noi concordiamo che dobbiamo essere annunciatori e testimoni della buona notizia di Gesù Cristo, anche se alle volte abbiamo la tentazione di annunciare noi stessi e di porre al centro della nostra attenzione la Chiesa e non Gesù Cristo.

            Continuano le campagne di fraternità, che aiutano le comunità a riflettere su qualche problema sociale: nella quaresima di quest’anno il tema “Amazzonia e fraternità” affronta il problema ecologico, conferma la sovranità brasiliana nel territorio dei nove stati della confederazione che compongono l’Amazzonia, difende la popolazione indigena, che ha un grande rispetto per la natura, dall’ingordigia delle compagnie minerarie e agricole, che non rispettano i territori indigeni e la cultura india. Due anni fa, con il tema “solidarietà e pace”, è stata fatta un’esperienza ecumenica insieme alle altre sei Chiese che fanno parte dei CONIC (Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile).

            Nel mese di dicembre è stata interessante la posizione presa dal Presidente della CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile): ha invitato i cittadini a manifestare la propria indignazione per l’aumento del 91% dello stipendio dei senatori e dei deputati deciso dalla commissione parlamentare: da 12.000 reali, volevano passare ad uno stipendio vicino ai 24.000,00 reali, e con questo aumento i senatori brasiliani avrebbero ricevuto 140.000,00 reali mensili contando con aiuto trasporto, casa, vestiario ecc., e i deputati 100.000,00 mensili. Una vera vergogna, quando ci sono milioni di famiglie in situazione di miseria e povertà. Tempo fa i parlamentari si sono aumentati lo stipendio, ma non hanno avuto il coraggio di approvare un aumento tanto assurdo.

All’inizio di gennaio, Lula ha iniziato il secondo mandato come Presidente della repubblica.»

 

La Missione è scuola di vita..

            «Nella Diocesi di Paulo Afonso continua l’esperienza delle Missioni: nel 2001 il Vescovo ha iniziato le missioni come momento di incontro e di esperienza pastorale con i seminaristi, ma poi altri giovani si sono aggregati: nel mese di gennaio di quest’anno (2007), la missione è stata fatta nella parrocchia di Cicero Dantas, una Parrocchia non molto estesa, ma con numerose frazioni, con la partecipazione dei seminaristi e di altri 145 laici e laiche, la grande maggioranza giovani. Oltre ad essere un momento molto importante di fede per gli abitanti della parrocchia, le Missioni si sono manifestate un grande periodo di formazione e di crescita per i missionari: sono tre settimane di visite nelle case, di conoscenza della realtà vissuta dalle famiglie, con tanti momenti di generosità ed anche tanta miseria umana, e poi nella comunità si succedono i momenti di preghiera, di celebrazioni, di incontri, di processioni, di gesti di condivisione; alla fine la missione diventa scuola di vita. È una Chiesa che va, che vuol conoscere meglio la vita della gente, soffrire con lei, ringraziare insieme il Signore per tante cose belle che succedono nel silenzio, che vuol rinnovare la speranza dei poveri.»

 

È tempo di confronto..

            «Dal mese di marzo dell’anno scorso vive con me un seminarista, Roni, che ha terminato la teologia e sta facendo qui nella parrocchia di Canudos un tempo di esperienza pastorale prima dell’ordinazione sacerdotale. Mi ricorda un poco l’esperienza personale di cappellano come un tempo per osservare, conoscere, entrare nella vita parrocchiale. È un periodo utile per lui ed anche per me è un tempo di confronto di idee, di posizioni e di revisione. Mi aiuta a capire se quello che penso e sono è completamente fuori dalla mentalità dei giovani o se ancora posso comunicare e dialogare con loro. La convivenza è molto buona, penso che stiamo dando testimonianza di convivenza di generazioni e culture diverse, ognuno rispettando e valorizzando l’altro. Sa accogliere, dialogare e mostra grande senso missionario, frutto delle missioni cui ha partecipato. Alla fine di gennaio ha ricevuto il Diaconato qui a Canudos; ha saputo creare un clima di amicizia e simpatia e due giovani hanno deciso di entrare in seminario.»

 

La costruzione di una chiesa.. di persone

            «I lavori della chiesa sono iniziati un mese fa, con la demolizione della vecchia chiesa, e stanno proseguendo bene. Spero sia un momento che aiuti a sentirsi comunità, dove ognuno dia la propria collaborazione, anche minima. Ho già detto che andando via da qui non mi porterò dietro la chiesa di pietra (la chiesa non è del prete), e che può essere un bel momento perché la chiesa di persone possa crescere. Non mancano le iniziative per aiutare, ma attualmente abbiamo denaro sufficiente per due mesi di lavoro e la promessa di un buon aiuto della Diocesi di Belluno-Feltre. Poi ..“se son rose fioriranno”.»

Ci saluta..

            «E Gesù Cristo che ha vinto la morte ci faccia annunciatori e difensori della vita.

Vi saluto, don Livio.»

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