Rocchi sr. Giovanna

Missionaria Saveriana

Nata a Calalzo il 18.01.1943

 

Missionaria nello Zaire dal 1982, in una comunità per il recupero degli handicappati. Attualmente è ad Uvira, in Congo, in una città lungo il lago Tanganika, a 25 km da Bujumbura, la capitale del Burundi.

I motivi della missione..

            «I motivi che mi hanno spinta, anni fa, a lasciare la mia famiglia, il paese, la mia comunità parrocchiale, per scegliere una congregazione missionaria, derivano dalla convinzione profonda che siamo figli di un Dio che ci è Padre e che ci ha resi tutti fratelli e dalla scoperta che questo Dio mi aveva donato gratuitamente la vita, perché anch’io la donassi ai fratelli. Purtroppo, ancora oggi a molti uomini manca la coscienza di questa realtà. Ho deciso allora di mettermi al servizio della Chiesa e dei poveri. Non alla mia maniera, ma alla loro, come ha fatto Gesù, che ha vissuto allo stesso modo della gente di allora e ha saputo valorizzare tutto quello che di buono c’era in quei popoli.»

Uvira, 15 Maggio 2006

L’ambiente, la parrocchia, la comunità..

«La settimana scorsa ho incontrato padre Sommacal: la mia parrocchia confina con la sua, in più, lavorando lui al centro catechistico diocesano, ci vedremo molto spesso. Io, sono ritornata in Congo nel giugno 2004. L’ambiente in cui opero non è più all’interno, nella “brousse”, ma ad Uvira, una città lungo il lago Tanganika, a 25 km da Bujumbura, la capitale del Burundi, dove abbiamo anche il recapito postale, dal momento in cui nella nostra zona gli uffici postali sono ancora inefficienti.

La nostra comunità è inserita nel quartiere Mulongwe, un quartiere commerciale e molto popolato. La parrocchia è stata fondata nel 1996 ed è dedicata alla Madonna delle Lacrime, perché ricorda il miracolo di Siracusa; infatti, la chiesa è stata costruita grazie all’aiuto dei benefattori siciliani. La nostra è una delle 16 parrocchie cattoliche della diocesi di Uvira, diocesi che, come forse ben sapete, ha un’estensione molto ampia, pari alla nostra regione Lombardia. La chiesa comprende una superficie di circa 4 km2, conta, attualmente, 35.000 abitanti, di cui 18.000 cattolici, raggruppati in 19 comunità di base. Da sempre, la gente vive di agricoltura sulle colline, di pesca e commercio in pianura. Dieci anni di conflitto, però, hanno distrutto il tessuto economico, umano, sociale e religioso, rendendo, giorno per giorno, quasi impossibile la vita. C’è una grande povertà; la comunità cristiana si dà, comunque, da fare per soccorrere tanti poveri.»

Il servizio tra i carcerati..

«Da parte mia, sono impegnata nel servizio alla prigione centrale di Uvira, dove vado 2 volte alla settimana, per la distribuzione del cibo e assistenza ai detenuti; in questo servizio sono aiutata da un papà, che fa parte del Movimento Giustizia e Pace. Si organizza qualche attività di animazione, come pure dei lavoretti manuali. Quando ci incontriamo, preghiamo assieme e condividiamo la Parola di Dio. I carcerati formano una comunità che si chiama: Shirika la “Mtakatifu Paulo Mfungwa”, che vuol dire: “Comunità di S. Paolo incarcerato”. Ogni mese viene in carcere anche un sacerdote, per le confessioni e la S. Messa.»

..al centro Betania, al gruppo Verites..

«Inoltre lavoro al centro Betania, una casa per portatori d’handicap: Betania ci ricorda la famiglia di Lazzaro e Maria, dove Gesù andava volentieri a riposare e dove sapeva di trovare degli amici. Questo è il significato che abbiamo voluto dare al centro Betania: i nostri bambini, ragazzi ed anche adulti possono trovare una famiglia e cure necessarie. È un centro di riadattazione e riabilitazione: curiamo bambini esiti di poliomielite, tubercolosi ossea, malformazioni congenite, epilessia e bimbi celebrolesi. Abbiamo anche una scuola per bambini sordomuti.

In parrocchia mi occupo, assieme ad una mamma, del gruppo “Verites” che raduna bambini. Con essi ci incontriamo sempre dopo la seconda Messa, riflettiamo insieme sul Vangelo della domenica e poi li formiamo allo Spirito della Legio Mariae. Come attività, li indirizziamo, in gruppi, a visitare i poveri o gli anziani, per abituarli al servizio dei più bisognosi; spesso sono essi stessi che vengono a segnalarci di aver scoperto altri poveri.»

 

Situazione socio-politica..

«La situazione socio politica è ancora confusa. Dopo anni di guerra, il paese non è del tutto in pace, nonostante gli sforzi degli uni e degli altri. Infatti, noi viviamo in un contesto politico-sociale economico in crisi. E questo comporta delle ripercussioni sul piano culturale e religioso. Si constata, da una parte, l’opulenza materiale di una minoranza e dall’altra parte, la miseria della maggioranza. Il tessuto economico è talmente rovinato che la maggioranza della popolazione non tocca un salario mensile adeguato. A questo si aggiunge la cattiva gestione dei fondi pubblici, l’impunità, la perdita del senso del bene comune e il non rispetto della legge. La gioventù si trova abbandonata a sé stessa e la non scolarizzazione è più che galoppante: la scuola è ancora a carico dei genitori. La depravazione dei costumi (corruzione, furto, stupro, violenza, vita sregolata, ecc..) ha messo casa nelle nostre città e paesi, sprovvisti di modelli. Gli antivalori e la mancanza dell’ideale di una vita a servizio della società, non inquietano più nessuno.»

Qualche idea per le nuove coppie..

«I contatti con la parrocchia di origine, ed in particolare con il gruppo missionario, mi hanno sempre sostenuta, sia spiritualmente che materialmente, nelle richieste di aiuto fatte per le varie necessità della missione. Voglio, inoltre, segnalarvi due iniziative spontanee: lo scorso anno una coppia di sposi ha devoluto il corrispondente dell’acquisto delle bomboniere, per i bambini del Centro Betania. Ed ancora quest’anno un’altra coppia di fidanzati, prossimi al matrimonio, ha deciso di chiedere a parenti ed amici di non comprare regali di nozze e di offrire l’equivalente in denaro per finanziare un progetto, sempre del centro handicappati: costruzione di una cisterna per raccogliere l’acqua piovana o acquisto di un mulino per macinare la manioca e il granoturco.»

Qualche proverbio..

«Quando due elefanti si battono, chi ne fa le spese è l’erba.»

«La pelle di una pulce basta a coprire cinque persone che si amano.»

«“Kindole Kimoja hakiwezi kunvanja chawa”: “Un solo dito non basta per uccidere un pidocchio.”»

Citazioni di Mons. Munzuhirhwa, Vescovo di Bukavu, ucciso nell’ottobre del 1996 dalle truppe Ruandesi, perché parlava chiaro..

«Nel cammino lungo e penoso, ciò che fa male ai piedi del pellegrino non è la lunghezza della strada, ma i piccoli sassi che egli ha nelle scarpe.»

«La forza di un albero si misura dalla solidità e profondità delle sue radici.»

«La vita è una frase di cui si comprende il senso, solamente quando l’ultima parola è detta.»

Alcuni episodi di vita..

«Vorrei riandare ad alcuni episodi semplici, visti da vicino, che mi aiutano a credere nella presenza del Signore in mezzo a noi; sono episodi di coraggio, di fede, di condivisione, di perdono. Penso a mama Teresina che ha accolto nella sua casa (4 stanzette in tutto), 4 anziani abbandonati e 5 bambini, i genitori di tre dei quali sono morti di AIDS e due sono orfani di guerra: Jean de Dieu (profugo del Burundi) e Musa=Mosè, un ragazzino trovato nell’Ubembe sule rive del lago Tanganika quand’era ancora lattante. Per questo mama Teresina adottandolo gli ha messo il nome di Mosè. Ora fa parte del gruppo “Verites” e insieme ai suoi compagni ogni settimana fa la sua buona azione: girando nei quartieri, questi ragazzi trovano casi disperati che ci fanno conoscere. Non hanno paura di sporcarsi le mani lavando biancheria o pulendo l’abitazione di anziani ammalati. A volte lavano gli stessi malati da capo a piedi nonostante le piaghe.»

«Gentil ha 10 anni. Durante la rappresaglia dell’agosto 1998 a Kiringe, i militari avevano ucciso una quindicina di persone, tra cui la sua mamma. Egli si trovava sulle sue spalle, così, due pallottole forarono i suoi piedini ed egli rimase li mezzo morto, tra le grida ed il sangue. Ad accorgersi di lui fu Amani (nome che significa pace), un altro bambino di circa 7 anni. Senza esitare, se lo caricò sul dorso e si mise in cammino percorrendo più di 10 km, che separano Kiringe dal nostro centro sanitario di Luvungi. Grazie al coraggio ed alla sensibilità di Amani, ora Gentil cammina e ha ripreso a sorridere.»

«Mama Noela, che il marito ha abbandonato perché non si è convertita al protestantesimo, vive con una figlia (ragazza madre) in una piccola capannuccia che, nei mesi scorsi, a causa della piogge torrenziali, ha subito grossi danni. Sono andata a trovarla dopo qualche giorno e ho visto che gli avevano rifatto la stanza. “Vedi?”, mi ha detto, “sono stati i giovani, quelli della Shirika, a metterla a posto. Che Dio li benedica.”»

«Ricordo Mwajuma, una vecchietta mezza cieca, seduta sulla stuoia in un angolo della capanna semibuia che, alla domanda se pregava, si è messa a rovistare per mostrarmi la corona che teneva avvolta in un fagottino per proteggerla dai topi: “Prego sempre il rosario ogni giorno e tutte le altre orazioni”. Nel salutarmi, mi fa dono di un uovo e mi dice: “Gesù oggi è venuto a trovarmi, sono felice.”»

«Ho visto mamma Marcellina, alla quale dei ladri hanno ammazzato nella notte il marito ed uno dei figli, che soffriva, certo, ma ha avuto la forza di perdonare gli assassini ed il coraggio dopo un certo numero di giorni, di riprendere a vivere, a fare catechismo, a lavorare per chi resta e a sorridere ancora alla vita.»

«Queste persone mi hanno insegnato a distinguere l’essenziale dal superfluo. Mancano di tante cose che a noi sembrano essenziali e che per loro sono superflue, ma ne posseggono una più grande di tutte: la gioia di vivere e saper condividere in fraternità il poco che hanno.»

Uvira, S.Natale 2006

La nostra missione: AMARE..

            «Da un po’ di mesi abbiamo luce solo per 3-4 ore su 24. Ora poi che è cominciata la stagione secca sarà ancora peggio.. Ci sono inoltre tante situazioni di sofferenza che ogni giorno ti vengono presentate e ti senti spesso del tutto impotente davanti ad una marea di bisogni elementari e di urgenze gravissime. Cerchi di ascoltare con pazienza, cerchi di capire meglio la situazione, cerchi di consolare.. Ricordiamoci nella medesima missione che non ha confini: AMARE con il cuore di Dio.»

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Luvungi 20 settembre 2009

“…al Centro facciamo di tutto per dare ai ragazzi 3 pasti al giorno. Al mattino una oaooa di farina di granoturco, soia e un po’ di zucchero; a mezzogiorno “bugali” una specie di polenta fatta con farina e manioca, legumi ed una manciata di pesce secco e di sera dal 1° gennaio al 31 dicembre riso e fagioli. Alla volte i bambini arrivano qui mal nutriti, ma con un regime e le medicine contro i vermi intestinali, si rimettono presto e ritornano nelle loro famiglie felici e contenti. Ogni giorno i bambini pregano il rosario per tutti i nostri benefattori, al sabato mattina poi, prima di iniziare il lavoro abbiamo la S. Messa. Tra i nostri ragazzi pochi sono cattolici, però preghiamo tutti assieme senza problemi. Nel mese di luglio nei monti sopra di noi sono saliti molti militari (ruandesi e filo ruandesi) con l’intento di scovare i rifugiati ruandesi e costringerli a rientrare in Ruanda. Naturalmente questi hanno paura perché vengono chiamati genocidari. E così ci sono stati dei combattimenti e la gente è scappata verso la pianura con quel poco che son riusciti a portarsi dietro ma spesso senza niente. E per mostrare che sono in guerra creano insicurezza bruciando case, sparando nella notte, accusando ipotetici banditi o nemici; ma si è scoperto che sono loro stessi a farlo per giustificare la loro presenza in Congo. La popolazione usa tutte le forze per sopravvivere in questo tempo difficile. Noi cerchiamo di venire incontro ai bisogni aiutandola per le cure mediche, per la scuola dei bambini e assistenza alle persone anziane e ai bambini denutriti. Lo stato continua ad essere assolutamente inesistente. Continuiamo a pregare certi che il Signore vede e ascolta il muto lamento di questo popolo…”

“…il tasso di mortalità infantile sta aumentando: quasi 4 bambini su 10 non hanno la fortuna di festeggiare il loro 2° compleanno. Inoltre più del 70 % dei bimbi presenta segni di malnutrizione. E che dirvi della situazione socio-politica? È sempre molto precaria. Continuano rappresaglie, attacchi alle case con incendi, uccisioni, stupri, spostamenti di persone. Anche a Luvungi abbiamo avuto parecchi sfollati. Da un po’ di tempo a questa parte anche la Chiesa è presa di mira perché sta dalla parte della verità e della giustizia, in difesa di chi non ha voce…”

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