Saviane sr. Giulia Vincenza (Maria)

Missionaria della Consolata

Nata a Fossalta di Piave il 31.01.1936,

ma di famiglia bellunese

 

Partita nel 1965 per la Tanzania, prima a Makambako, dove ha vissuto per quattro anni, lavorando al dispensario e al Maendeleo, una scuola progresso per giovani. Ha operato per un anno nella missione a Ujewa, poi affidata alle suore africane; ad Ikonda fino al 1976, poi per tre anni a Kibao, ha iniziato in seguito la sua attività di tecnico del laboratorio analisi nel dispensario diocesano di Iringa; 14 missioni facevano riferimento al dispensario di Iringa per procurarsi i medicinali. Tornata ad Ikonda nel 1986, ha fondato una scuola di laboratorio, ed i progetti sono in continua espansione.

Ikonda, 2006

Ikonda..

«Ikonda è situata su di una “collina” a 2.050 metri sul livello del mare (oceano Indiano), in mezzo ad una zona montuosa, in uno dei distretti più periferici e depressi. C’è una grande povertà ed una grande mortalità per quella malattia che si chiama Aids. Tantissimi sono gli ammalati.

La strada che porta a Ikonda è impraticabile per quasi 8 mesi all’anno. La missione di Ikonda è stata fondata nel 1962 perché richiesta come ospedale dalle autorità locali, allo scopo di venire incontro alle necessità waringa (tribù kikinga) e anche per una chiesa cattolica nel cuore di chiese protestanti. I rapporti con l’ambiente, la società civile e religiosa, sono buoni, ottimi. I rapporti sono ottimi anche con i protestanti luterani; siamo in pieno rispetto con la società e siamo benvolute. C’è gente buona e accogliente, specialmente con i forestieri. La gente è religiosa che sa convivere anche con i musulmani e altre etnie. Abbiamo la consolazione di aver avuto un Presidente Santo, e cioè il primo presidente (padre della nazione) Mwalimo “Mkambarale Julius Nyerere” è ora “Servo di Dio”, è in cammino la causa di beatificazione.»

I progetti..

«I progetti in corso sono veramente molti.

Abbiamo un ospedale in piena ricostruzione che racchiude in sé un’infinità di bisogni come la clinica-programma AIDS, il CTC (care treatment center) e VTC, dove si consiglia, dove si fanno gli esami di laboratorio con strumenti e reagenti costosissimi, dove si distribuiscono medicinali opportuni e antiretrovirali. Si fa prevenzione e cura, come la prevenzione della trasmissione Hiv tra madre e bambino e l’assistenza domiciliare agli ammalati nei vari villaggi.

Abbiamo aperto una forma di Caritas, con distribuzione di cibo: olio, farina, fagioli, riso, latte, zucchero, ecc.

Ci stanno a cuore gli orfani, le nonne, la formazione dei giovani attraverso borse di studio e sostentamento. C’è inoltre bisogno di scuola di arte e mestieri, per cercare e dare lavoro. I giovani sono assetati di studiare.

Seguiamo anche il catechismo e l’aiuto parrocchiale e ancora tante e tante altre iniziative.»

Dicono..

«POLE POLE NDIYO MWENDO: a andare adagio si arriva»

«HARAKA HAINA BARAKA: con la fretta non c’è benedizione»

«PALIPO NJIA PANA NIA: dove c’è fame la intenzione è larga»

«PALIPO WENGI PANA MENGI: dove sono in molti c’è tanto»

 

Njombe, 29 Dicembre 2006

«Tutto bene, tanto lavoro»..

            «Tutto bene.. Tanto lavoro, ma tanta grazia di Dio che mi accompagna sul cammino. Il nostro mondo non è fatto solo di male e di brutto.. no, no, è fatto anche di grandi cose bellissime che superano il male e di molto anche: teniamo ben in alto i nostri cuori! Dio è con noi!!! Carissimi, noi qui vi ringraziamo veramente tanto di tutto, di tutto quello che fate per noi e per la nostra gente. Penso vi farà piacere sapere qualcosa di quanto operiamo e di quanto facciamo grazie ai vostri interventi di aiuto, e visto che sono debitrice verso molti, e che spesso non riesco a scrivere subito per ringraziare, allora eccomi!

L’ospedale con mille e una cosa va avanti bene e sta prendendo, pian piano, un volto sempre più bello con il lavoro assiduo di frate Gian Franco e con l’abilità e vera arte di Francesco (un laico, questo, elettricista in pensione). Gli ammalati nelle corsie hanno un loro ben stare.. Ad ogni letto le sue coperte ed ogni fabbisogno, e anche qui grazie a dei gruppi che hanno fatto in modo di mandarci coperte e lenzuola. I medicinali non li facciamo mancare a nessuno. Gli esami di laboratorio-analisi sono molto accurati: per questi siamo riusciti a comprare strumenti abbastanza moderni, per riuscire a fare esami in modo perfetto a tutti senza distinzione. I bambini possono giocare nel praticello dentro l’ospedale, nella loro pediatria. I neonati che nascono dalle mamme AIDS positive, nascono senza venire contaminati dalla malattia, grazie al lavoro di prevenzione della CTC e delle varie cliniche.

La social cases funziona molto bene per i poveri che non possono nemmeno pagare quel poco. Abbiamo iniziato un programma di assistenza alimentare per i più poveri, speriamo che la Provvidenza ci resti vicina: fino ad ora si sta avverando quando dice la scrittura “L’olio nell’orciuolo non finirà, e nel sacco la farina non diminuirà”.

Una cosa tanto cara al cuore è quella di aiutare i giovani poveri a pagare la loro retta scolastica: scuole elementari, secondarie, infermieristica, suola tecnica di laboratorio-analisi, artigianato..

Carissimi, questo è un elenco di attività caritative, ma ce ne sono altre, altrettanto preziose, indispensabili, e tutto, tutto è provvidenza, che viene dalla vostra carità, e per questo sono qui, per dirvi il mio grazie, grazie grazie di vero cuore! Noi qui e voi lì lavoriamo assieme, e come potete notare in questo nostro mondo c’è anche tanto Bene!!»

 

5 giugno 2007

Da un dialogo con lei..

Suor Giulia ci racconta degli sviluppi dell’ospedale: il pronto soccorso, sei stanze per il laboratorio, la sala per la  radiografia,.. lo definisce un “Paradiso”, in cui gli ammalati trovano conforto, in contrasto con l’esterno, dove regna la povertà. La pediatria, dice, è gratis per bambini fino ai 7 anni, e fino ai 12 anni garantisce una spesa minima. La sua comunità ha organizzato una “clinica mobile”, con il compito di visitare la gente di villaggio in villaggio (i villaggi della missione sono 20). Ci racconta come avvengono gli spostamenti, in macchina su strade piene di pantano (con la guida a sinistra, che ha reso difficoltosa la sua ambientazione, ora che si trova in Italia!), o, se ci si muove in corriera, non è raro doversi fermare a metà strada. In seguito a una riduzione del debito estero “concessa” dai creditori stranieri, il governo si è incaricato di svolgere lavori atti a migliorare la condizione di vita dei cittadini, che interessino soprattutto strade, scuole e ospedali. L’analfabetismo è ancora diffuso, ma dovrebbe essere garantito un servizio gratuito alle scuole; in realtà, suor Giulia ci fa notare come questa “gratuità” venga ampiamente ripagata dai poveri attraverso altre vie, tra cui l’obbligo di pagare l’uniforme della scuola.

Man mano che si apre un laboratorio o un ospedale, l’intento delle suore missionarie è di formare persone locali che ne mantengano l’attività, e di spostarsi poi in una nuova missione (anche perché, ci fa notare, di suore ce ne sono poche..).

Prima di salutarci, Suor Giulia ricorda i quasi cento anni di fondazione delle suore Missionarie della Consolata, e ci riporta la mente al settembre scorso, quando una sua consorella, suor Leonella, è stata uccisa in Somalia. Ora suor Giulia è in attesa di conoscere la sua nuova destinazione, sempre in Tanzania, probabilmente a Ilamba, nella diocesi di Iringa, dove si sta fabbricando una scuola secondaria per ragazzi e ragazze.

 

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Le preoccupazioni d’ogni dove preoccupano e non poco, ma ben sappiamo che ci troviamo immerse in questo tempo. Anche a  noi non e’ chiaro cosa mai chiede il buon DIO in questi anni di carestie vocazionali.  Il nostro Giovane non sente più  la VOCE della chiamata alla vita religiosa o forse ha paura delle sue esigenze ? che poi non sono un gran ch’è  ma e’ soltanto una gioiosa DONAZIONE a DIO e ai FRATELLI. Io ora ho lasciato la bellissima missione di ILAMBA per soccorrere una Sorella nella parrocchia di “ IRINGA COSOLATA ” .In un dispensario con annesso un laboratorio analisi.

Da tre Sorelle che eravamo a Ilamba e’ rimasta soltanto una, aiutata da Insegnanti e da Laici locali… e, non sappiamo fino a quando.   Purtroppo sono molte, in questo tempo, le Sorelle che ci lasciano per il CIELO… La risorsa c’e’ ancora la speranza delle nostre Sorelline Africane Tanzane, ma perche’ missionarie vengono mandate in missione in altri Continenti.

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